Prodi Sindaco

Questo non vuol essere, né per apparire dottamente sciasciani né per figurare scioccamente provocatori, un articolo “dalla parte degli infedeli”. Anzi, a scanso di equivoci, una premessa è necessaria e una promessa quindi si formula: l’intera redazione del Foglio di Bologna, manco fosse un sol uomo, voterà compatta per il candidato del centrodestra, il valido collega Giancarlo Mazzuca
Immagine di Prodi Sindaco
Questo non vuol essere, né per apparire dottamente sciasciani né per figurare scioccamente provocatori, un articolo “dalla parte degli infedeli”. Anzi, a scanso di equivoci, una premessa è necessaria e una promessa quindi si formula: l’intera redazione del Foglio di Bologna, manco fosse un sol uomo, voterà compatta per il candidato del centrodestra, il valido collega Giancarlo Mazzuca – che a ben attentamente ascoltare e a non meno attentamente rimirare, appare solido sostenitore del pensiero liberale e si prospetta quale fermo presidio del felsineo carrello dei bolliti, sintesi di saggia innovazione politica e preziosa vigilanza sulla tradizionale bonomia locale. Chiarito quanto andava preventivamente chiarito, vorremmo dire sommessamente questo: ma che meraviglia di sindaco, per Bologna, sarebbe Romano Prodi!
Neanche la Madonna di san Luca, così cara a Casini e dallo stesso a volte saggiamente invocata – e dunque, si capisce, Madonna di solida pazienza: un giorno un forno, un giorno l’altro – di sicuro avrebbe da ridire. E c’è da scommettere che l’intera città tirerebbe un respiro di sollievo: la segretaria del Professore farebbe la segretaria (con la paga e non con la paghetta), la signora Flavia la consorte competente e discreta, la figliolanza tutta del sindaco risulterebbe decentemente accasata – né c’è da presumere un rischio come quello di Cofferati, che per la nascita del bambino ha attraversato gli Appennini spostandosi dall’Adriatico sul Mar Ligure. Alla fine, pure il cardinale arcivescovo avrebbe le sue belle soddisfazioni: dove ci sono i Prodi, è risaputo, c’è casa e c’è famiglia (una). E soprattutto, per la stessa figura del Professore: può continuare questo strazio mediatico della passeggiatina sotto i portici col golfino color pastello, la messa la domenica e il temerario accompagnamento con qualche candidato come Delbono?
Prodi resiste, nicchia, dice mai (ma poi mai dire mai), però intanto parla dell’amore della città nei suoi confronti che manco Berlusconi di quello dell’intero globo terracqueo nei suoi, invoca ciò che “è meglio per la città”, e s’intende che per la città meglio di Prodi (sempre escluso il candidato Mazzuca della locale redazione del Foglio) poco d’altro c’è. Se occorre fiutare le tendenze cittadine, nessuno come lui lo sa fare. Maneggia con destrezza i dossier sui poteri locali – e i poteri locali li chiama uno a uno, nome per nome, interesse per interesse. Ha una ragionevole visione strategica delle cose, ché ormai la visione strategica la richiedono pure per l’isola pedonale in periferia. Un vero peccato che tanta sapienza debba essere dissipata per addottorare economisti a Shanghai e non per consolare pensionati bolognesi – ché non di solo involtino cinese vive l’uomo. Proprio un gran bel sindaco, sarebbe il Prof. (ma a noi non ci riguarda, la redazione bolognese del Foglio vota in massa per Mazzuca).